La psiche nelle malattie tumorali

La psiche nelle malattie tumorali

Primum non nocere
In un recente studio del Public Health England Cancer Research UK su un campione 23.000 donne con Cr al seno e 10.000 uomini con Cr polmonare (non a piccole cellule) si è rilevato che l’8,4% dei pz con Cr al polmone e il 2,4% affetti dal tumore al seno sono deceduti entro un mese dall’avvio della chemioterapia
In alcuni ospedali quali il Milton Keynes la mortalità per Cr polmonare è stata del 50,9% mentre al Lancashire Teaching Hospital il tasso di mortalità entro il primo mese è stato del 28% dall’inizio della chemioterapia. The Lancet Oncology 2014
In uno studio condotto su pz americani e australiani colpiti da tumore e sottoposti a chemioterapia solo il 2.1% in USA e 2.3% in Australia furono i sopravissuti a 5 anni dall’esordio della malattia.
Northern Sydney Cancer Center J Clin Onc Dic 2004 The Contribution of Cytotoxic Chemotherapy to 5 Years Survival in Adult Malignancies
In una recente dichiarazione il Prof. Umberto Veronesi ammette:
“ per decenni abbiamo dato dosi letali di sostanze velenose, alchilanti, metalli pesanti, radiazioni, nelle massime quantità consentite uccidendo migliaia di pz e devastandoli inutilmente, ora ne diamo un dosaggio ridotto. “
Ora come dice il Prof. Sandro Carlo Mela dal suo sito “SenzaNubi”, docente di medicina interna all’Università di Genova e coautore di 583 pubblicazioni scientifiche e condotto diversi incarichi per il CNR commenta: “Ora ne ammazzano solo l’8% ma in alcuni ospedali anche il 50% entro il primo mese”.

Erbivoro, Carnivoro, Onnivoro o Frugivoro?

Questo interrogativo è diventato piuttosto frequente nei salotti a tema salutistico e nelle trasmissioni di medicina e salute.
La dentatura dell’uomo non lascia dubbi su cosa saremmo ma tutt’ora non si hanno le idee ben chiare e la scienza dell’alimentazione riduce il tutto a quantitativi e calcolo delle calorie di ciò che viene ingerito, l’essere umano viene generalmente considerato Onnivoro.
Le soluzioni proposte dalle infinite diete in circolazione creano confusione inducendo infine a mangiare quello che c’è in casa o seguendo il proprio gusto.
Se consideriamo che “è ormai tutto inquinato” molti ritengono che tanto vale mangiare quello che si desidera. Bisogna considerare che gli inquinanti e i farmaci impiegati negli allevamenti del mondo animale sono considerevoli rispetto ai farmaci impiegati nel mondo vegetale.
I vegetali per il loro alto contenuto di acqua e fibre facilitano l’espulsione delle sostanze nocive.

I prodotti di derivazione animale contengono non solo gli inquinanti degli alimenti somministrati agli animali ma le loro malattie, lo stress, la disperazione, l’adrenalina della mattazione oltre alle sostanze della putrefazione quali indoli, fenoli, istamina, ammoniaca, putrescina, cadaverina ecc… sostanze ritenute infiammatorie e cancerogene.
Se volgiamo uno sguardo all’anatomia comparata appare chiaro che gli esseri umani sono frugivori come le scimmie antropoidi la cui dieta ideale è di frutta, germogli, radici, semi e noci varie.
I frugivori hanno i denti come noi umani e un sistema digerente adatti a consumare fondamentalmente la frutta.
Molte volte la frutta viene mangiata in modo errato. Innanzitutto non va mai mangiata a fine pasto ma sempre a stomaco vuoto.
La frutta passa direttamente nell’intestino tenue ma se vi sono due fette di pane viene trattenuta nello stomaco trasformandosi in un bolo acido carico di fermentazione e rovinando così il processo di assimilazione.
Secondo il Dott. Herbert Shelton se s’impara a mangiare la frutta in modo corretto sarà possibile avere una pelle distesa e luminosa, avere energia, vivere a lungo, avere un peso forma costante, vivere in salute ed essere felici.
Non tutti sanno che la frutta può essere mangiata 20-30 min prima del pasto con l’eccezione dell’ananas, mela e papaya che contenendo enzimi digestivi possono essere mangiati anche a fine pasto.
Il cocomero, l’anguria e il melone vanno mangiati da soli per l’elevato contenuto di zuccheri e impiegano solo 10 min per essere digeriti.
La frutta va suddivisa in tre categorie:
1) Frutta dolce: banane, datteri, fichi, mele dolci, uva dolce;
2) Frutta semiacida: albicocche, ciliegie, fragole, mele, pere, pesche, prugne, uva;
3) Frutta acida: ananas, kiwi, agrumi, melograno, frutti di bosco.

Si possono mangiare anche diversi tipi di frutta insieme accoppiando al massimo la frutta acida con la semiacida e la semiacida con la frutta dolce ma bisogna evitare di accoppiare la frutta dolce con la frutta acida, ad esempio succo d’arancia e banana.

La prevenzione del cancro

L’alimentazione è in stretta relazione con il Sistema Immunitario: da un lato la malnutrizione riduce le funzioni immunitarie, dall’altro l’ipernutrizione e l’obesità determinano delle reazioni immunitarie anomale che favoriscono malattie infiammatorie croniche come il diabete, l’aterosclerosi, le broncopneumopatie, la steatosi epatica non alcolica e vari tipi di neoplasie.
Fondamentale è ridurre i cibi che favoriscono l’infiammazione.
Le carni, così come i formaggi, sono ricche di acido arachidonico da cui sono sintetizzate prostaglandine infiammatorie. Gli insaccati, contenendo nitriti, risultano ancora più infiammatori delle carni.
I mediatori PCR, IL-6, Omocisteina sono prodotti con alimenti tipo carni, salumi, uova, patatine fritte, snack’s salati, grassi idrogenati, formaggi grassi, dolciumi, bevande zuccherate, pizze, farine raffinate.
Si è osservato che l’alimentazione comune occidentale è associata a un rischio di recidive fino a tre volte superiore in pz operati di carcinoma del colon in stadio localmente avanzato.
Nettelton JA, Am. J. Clin. Nuth 2006; Esmaillzadeh A. J. Nutr. 2007; J.A.JAMA Meyerhardt

L’infiammazione contribuisce all’insorgenza della resistenza insulinica e quindi del sovrappeso e diabete.
Shoelson 2004 J.Clin.Invest; Cani PD 2007 Diabeths;
La resistenza insulinica favorisce la comparsa di tumori aumentando la biodisponibilità di ormoni sessuali e fattori di crescita.
F.Berrino Ann. NY Acad Sci 2006
Vanno ridotti gli introiti di cibi ad alta densità calorica in particolare lo zucchero e i cibi che lo contengono, come le bevande con zuccheri aggiunti, i dolci del commercio, i cereali zuccherati e alimenti ad alto indice glicemico così come le carni rosse, salumi e latticini che ostacolano il funzionamento dell’insulina.
La glicosilazione delle proteine è causa di infiammazione in quanto attivano i RAGE (Receptors of Advanced Glication Endoproducts) che a loro volta attivano i NF-KB (complesso attivante la trascrizione dell’mRNA).
Bengmark J.Parenter Enteral Nutr 2007
Può essere utile evitare alimenti che contengono glutine soprattutto grano duro, farro, orzo, segale e avena. Alcuni vegetali della famiglia delle solanacee favoriscono l’infiammazione e in alcune persone la solanina può scatenare dolore in quei pz con uno stato infiammatorio cronico

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